Per ridurre disuguaglianze e povertà è necessario governare la rivoluzione digitale e assumere una nuova visione politica e culturale

In Italia la povertà viene generalmente contrastata attraverso politiche di assistenza. La lotta alla povertà è, invece, oltre a una questione di diritti, un forte elemento economico capace di generare sviluppo e benessere per tutti. È con questa premessa che si è aperto l’evento nazionale del Festival dello Sviluppo Sostenibile “Sconfiggere la povertà, ridurre le disuguaglianze”, tenuto il 24 maggio al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

La conferenza, organizzata dal Forum Disuguaglianze Diversità (ForumDD), con il supporto di Gse (Gestore dei servizi energetici) in qualità di Tutor e in collaborazione con Roma Capitale, azienda speciale PalaExpo e Palazzo delle Esposizioni, si è soffermata in primo luogo sugli elementi che determinano la povertà nel mondo, tra i quali la mancanza di accesso all’energia, come ha sostenuto nel suo intervento Roberto Moneta, Amministratore Delegato del Gse. Sono diverse le famiglie che non riescono ad usufruire in maniera efficace dell’elettricità, fattore che si ingigantisce nei Paesi meno agiati, basti pensare che oltre un miliardo di persone nel mondo non ha l’accesso alla corrente elettrica.

Riguardo alle politiche di lotta alla povertà, un’analisi sugli ultimi provvedimenti italiani, in particolare sul reddito di cittadinanza, è stata fatta da Roberto Rossini (Alleanza contro la povertà) e Nunzia De Capite (Caritas italiana e ForumDD). In Italia ci sono un milione e 800mila famiglie povere, una persona su quattro è minorenne. Pur ricordando che la misura ha esteso gli aiuti alla popolazione, secondo questi due istituti così com’è strutturato il reddito di cittadinanza penalizza una larga fascia di poveri assoluti, soprattutto le famiglie numerose, con quattro o più componenti.

Elena Granaglia (Forum DD e Università Roma Tre) nel suo intervento ha poi presentato alcune delle “15 proposte per la giustizia sociale” del Forum Disuguaglianze Diversità mosse con l’obiettivo di produrre, promuovere e influenzare l’azione collettiva e pubblica per la riduzione delle disuguaglianze e per la giustizia sociale. Il documento mira a modificare i principali meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: dal cambiamento tecnologico alla relazione fra lavoratori e lavoratrici, da chi controlla le imprese fino al passaggio generazionale della ricchezza. “L’Italia è un Paese ricco”, ha commentato Granaglia citando i dati di contabilità nazionale, “ma l’1% detiene circa un quarto della ricchezza totale. Un trend in crescita, che conferma che la distribuzione della ricchezza è più diseguale rispetto a prima”.

È toccato invece a Mikhail Maslennikov (Oxfam) fare un punto della situazione sulla redistribuzione della ricchezza nel mondo, e sul potere economico concentrato sempre più in poche mani. Secondo l’Ong, dietro al problema della disuguaglianza, c’è un comportamento sleale da parte dei colossi dell’industria mondiale. “Le grandi imprese multinazionali producono gran parte del Pil globale, nel 2015 circa il 50%, ma la ricchezza non viene redistribuita in maniera equa. Inoltre, più di un terzo dei profitti delle multinazionali nel 2015 sono stati registrati in luoghi lontani da quelli dove sono stati fatti. Una elusione fiscale che comporta uno svantaggio anche per le piccole e medie imprese domestiche”, ha dichiarato Maslennikov.

La seconda parte della conferenza ha visto coinvolto, tra gli altri, Fabrizio Barca (Fondazione Basso e Forum DD) che ha parlato del difficile rapporto tra la rivoluzione capitalista e l’occupazione, e dell’utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale. Molte delle nuove tecnologie, parliamo soprattutto del digitale, vengono oggi usate in maniera poco etica. Pensiamo ad esempio all’uso degli algoritmi in economia, “è stato dimostrato che per formare il prezzo due aziende possono utilizzare un’applicazione basata sul possesso dei dati per creare un oligopolio, e questo senza mai rivolgersi la parola. Un fenomeno distorsivo della concorrenza che mina la competitività del mercato. In questo modo si è in grado anche di offrire un bene ad un prezzo superiore rispetto al suo valore reale”, ha dichiarato Barca. L’economista si è inoltre soffermato sull’importanza dell’integrazione: “Oltre che al reddito le persone per essere integrate hanno bisogno di essere prese in considerazione, la perdita del rapporto umano fa perdere la sensazione di avere un ruolo nella società”.

La giornata è stata chiusa da un dialogo di ampio respiro sui temi della sostenibilità tra il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini e il giornalista Rai, conduttore di “Petrolio”, Giammaria Duilio.

“Desidero portarvi agli antipodi” ha esordito Giovannini, “se fossi in Nuova Zelanda starei aspettando il 30 maggio, dove la prima ministra progressista sta prendendo posizioni che segnano una svolta, un cambio epocale”. La Nuova Zelanda, infatti, ha spiegato il portavoce dell’ASviS, ha annunciato di dare la cittadinanza a tutti gli abitanti delle isole del Pacifico che stanno per finire sott’acqua per via del cambiamento climatico. “Inoltre, in quella data, il governo annuncerà la ristrutturazione completa del bilancio per migliorare la salute mentale della popolazione, per ridurre la povertà minorile, per affrontare le disuguaglianze, per governare l’era digitale e per incentivare la transizione che porta a un’economia a zero emissioni. Un po’ come se noi decidessimo di impostare le linee del bilancio in base al Bes”.

Il dibattito si è soffermato anche sul tema dell’informazione fatta dalla grande stampa, troppo poco attenta nel trattare questo genere di tematiche. “I media parlano di cronaca ma raramente vanno oltre, oggi si parla di clima perché c’è stato il secondo sciopero globale studentesco, ma domani si parlerà di altro. Di questo ne abbiamo discusso proprio il 23 maggio al Cnel e abbiamo annunciato come ASviS la creazione di una piattaforma d’informazione che, partendo da notizie di cronaca, ospiterà riflessioni sul futuro”, ha aggiunto infine Giovannini.

di Ivan Manzo

 

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Ascolta anche l'intervista a Fabrizio Barca (Fondazione Basso e Forum DD) sui "Territori abbandonati dalla politica" - 28 maggio, Rai Radio 1 

martedì 28 maggio 2019