Sachs: proteggete questa meravigliosa Italia, siate un bastione della sostenibilità. Fioramonti: Il 2020 deve essere l’anno del dibattito sullo sviluppo sostenibile.

La terza edizione del Festival dello sviluppo sostenibile si è conclusa con la presentazione dei risultati alle istituzioni e al Paese nel corso di un incontro giovedì 6 giugno  nell’aula del palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati. L’evento può essere riascoltato integralmente in podcast.

“Possiamo dire che il motto di questa edizione del Festival‘Mettiamo mano al nostro futuro’ sia riuscito a richiamare l’attenzione di gran parte della popolazione italiana e a rafforzare il messaggio principale secondo cui ognuno è responsabile del cambiamento e nessuno può sentirsi escluso dalla più grande sfida dei nostri tempi”, ha dichiarato Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS. “Chiediamo che l’Agenda 2030 venga considerata lo strumento centrale per orientare l’azione dell’esecutivo, un modello verso cui indirizzare i programmi di tutte le forze politiche, un patrimonio condiviso che guardi al lungo periodo, oltre le maggioranze di Governo”.

Il suo appello è stato accolto nell’indirizzo di saluto di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera. che ha indicato nell’Agenda 2030 “l’unica strada per un futuro sostenibile, perché le scorciatoie portano a un vicolo cieco”. Dobbiamo introdurre nella politica una prospettiva di medio termine, “senza illuderci che la quadratura consista nello scaricare i problemi sul nostro enorme debito pubblico”. E ha aggiunto: “I giovani di Friday for future ci  mostrano che dobbiamo collocarci in una prospettiva postideologica, nella quale l’ambientalismo non è più un valore di una certa sinistra tradizionale. Per non voltare le spalle a questa nuova sensibilità dei giovanissimi dobbiamo costruire intese trasversali sulla sostenibilità e nel mio ruolo mi impegno a farlo.

Il keynote speech di Jeffrey Sachs (direttore del Un Sustainable development solutions network) è stato molto applaudito. Ha cominciato scherzando, con un invito al portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, visto il successo del Festival in Italia, a organizzarne altri in tutti i 193 Paesi dell’Onu (“Enrico lo puoi fare, l’anno è fatto di 365 giorni...”), ma ha poi lanciato un avviso molto serio: “Non correte rischi, nel momento in cui uno psicopatico governa negli Stati Uniti. C’è molto rumore di fondo, ma abbiamo bisogno di  unità e chiarezza per prendere davvero il futuro nelle nostre mani”. L’economista ha ammonito sui pericoli legati all’emergenza climatica e alla perdita di biodiversità, sottolineando che il Mediterraneo è un’area vulnerabile e che l’Italia è esposta a rischi particolari, a cominciare da Venezia che potrebbe essere cancellata dall’innalzamento dei mari. “Vi invito a proteggere voi stessi e questo Paese unico e meraviglioso, facendone uno bastione dello sviluppo sostenibile in Europa”.

Dopo l’intervento di Sachs, Enrico Giovannini ha presentato i risultati del Festival che, con 1059 eventi organizzati su tutto il territorio nazionale, decine di milioni di persone raggiunte dai media tradizionali e social, centinaia di migliaia di partecipanti e migliaia di relatori, si è confermato come la più grande manifestazione italiana sui temi della sostenibilità e un unicum nel panorama internazionale. Giovannini ha analizzato i dati di questo successo e ha riassunto le proposte emerse in 17 giorni di lavoro su tutti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Le sue slide si possono scaricare qui.

Il viceministro dell’Istruzione, università e ricerca Lorenzo Fioramonti ha presentato il punto di vista del Governo italiano, ma non ha mancato di aggiungere una nota personale, rammaricandosi per il fatto che il Senato, nella votazione di ieri in concomitanza con la giornata dell’Ambiente, non abbia approvato la richiesta di dichiarare “l’emergenza climatica” per l’Italia. Ha detto però che la mozione approvata dalla maggioranza contiene punti positivi. “Ritengo che questo governo nel suo primo anno di vita abbia fatto delle cose importanti per metterci nella direzione giusta. Sono piccoli passi, ma mi auguro che nei prossimi mesi si trovi più coraggio per fare della narrazione dello sviluppo sostenibile il centro della programmazione economica del Paese. Dopo la lettera che ho inviato ai rettori della delle università, domani scriverò a tutti gli industriali italiani per lavorare in modo sinergico con gli enti di ricerca delle Università in modo che il 2020 divenga l’anno del dibattito pubblico in Italia sullo sviluppo sostenibile. Ho avuto conferma dal presidente Conte che il decreto sulla costituzione della cabina di regia sullo sviluppo sostenibile è stato firmato e che verrà annunciato appena il presidente del Consiglio tornerà in Italia”.

“L’abbiamo chiamata ‘Benessere Italia’ perché l’idea di benessere sottende allo sviluppo sostenibile”, ha detto Fioramonti, citando il caso del Costarica che, pur avendo reddito pro capite inferiore a quello degli Stati Uniti, offre ai suoi abitanti una qualità della vita mediamente migliore.

 L’ultimo intervento della giornata è stato quello di Marina Ponti, direttrice di Un SDG Action Campaign, che ha portato una nota positiva ricordando la grande mobilitazione sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile a cominciare dai giovani. “Certo non bastano le iniziative bottom up, ci vuole anche il top down, una leadership politica forte che in qualche modo dia il segnale che il business as usual non funziona, che non esistono mani visibili o invisibili del mercato che sistemano le cose, ma c’è bisogno di un’azione decisa”.  Ma ha aggiunto che molto si sta muovendo a livello di governo: “si guardi per esempio la Spagna dove è stato nominato una commissaria per la comunicazione dell’Agenda 2030 e tutti i ministri portano la spilla che ricorda i 17 Obiettivi”

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a cura di Donato Speroni