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Un manifesto per lo sviluppo sostenibile nelle università: professori, ricercatori e organizzazioni insieme per la sostenibilità degli atenei

Porre le università al centro dello sviluppo sostenibile, questo il senso della quinta edizione dei  Magnifici Incontri, organizzati dalla Conferenza dei Rettori e delle Università Italiane - Crui, al margine della manifestazione “Conoscenza in festa”, che ha avuto luogo a Udine. La due-giorni di incontri, che è parte del Festival dello sviluppo sostenibile dell'ASviS, nasce dall'idea che il ruolo delle istituzioni universitarie non si possa limitare esclusivamente alla diffusione delle idee per formare le nuove generazioni, ma che debba anche essere un esempio di pratiche volte a promuovere uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. “La cultura è spesso riconosciuta come il quarto pilastro della sostenibilità, e le Università italiane sono coscienti del ruolo che rivestono educazione e cultura nel perseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030”, sottolinea il documento della Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (Rus) che è stato distribuito ai partecipanti della tavola rotonda.

Di fronte alle sfide della sostenibilità il viceministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti ha sottolineato l'importanza della Rus: “Se non partiamo dal modo in cui gestiamo e concepiamo il percorso di formazione e ricerca non riusciremo mai a trovare le soluzioni trasversali di cui abbiamo bisogno”.

I lavori si sono svolti tra mercoledì 29 e giovedì 30 maggio e hanno visto 75 universitari e 65 organizzazioni confrontarsi su ambiente, mobilità, crescita sostenibile e istruzione inclusiva, paragonando strategie e risultati. Dal confronto di queste esperienze è nato il “Manifesto delle Università per la Sostenibilità” che la Conferenza dei Rettori consegnerà al governo. “Il documento verrà proposto come punto di partenza per ripensare e aggiornare le politiche e il ruolo degli atenei per la sostenibilità, in base a un’analisi dello stato dell’arte e tenendo conto dell’urgenza del cambiamento per affrontare le sfide future con una visione sistemica e integrata” ha spiegato il rettore dell’Università di Udine, Alberto De Toni, presidente della Fondazione Crui. L'intenzione è quella di potenziare e mettere in rete le migliori esperienze di sostenibilità all'interno delle Università, ponendo al centro gli Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu. Il programma prevede infatti, tra l’altro, di “istituire una struttura integrata di sostenibilità di ateneo con figure qualificate di Manager” e quindi creare nuove professionalità, “valorizzare l’educazione universitaria per la sostenibilità che includa un approccio sistemico interdisciplinare”, “mettere a frutto le competenze interne degli Atenei, per supportare il decisore pubblico nelle scelte di investimento su città e territorio”.

Nella due-giorni di Udine il portavoce dall'ASviS Enrico Giovannini ha tenuto una lectio magistralis sulla sostenibilità. Nel suo intervento ha illustrato le urgenze che la politica e le istituzioni dovranno affrontare: “le previsioni sulle disuguaglianze ci dicono che sono destinate a crescere ancora di più” visto l'impatto sempre più forte delle nuove tecnologie sul mercato del lavoro. L'incertezza sul futuro che ne deriva genera “sentimenti di paura che sono ai massimi in tante aree del mondo” benché la qualità della vita non sia mai stata così alta come oggi. Per uscire da questo circolo vizioso, sottolinea il portavoce dell'ASviS, è necessario mettere al centro delle politiche i 17 Goal dell'Agenda 2030 che “non sono una lista negoziata da funzionari internazionali, ma un piano per cambiare il mondo”.

di William Valentini

 

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