Le viscere della Terra possono influenzare i cambiamenti climatici?

Istituto Italiano di Cultura - La Valletta , Adurim (Associazione dei docenti universitari e ricercatori italiani a Malta)

Goal13
Quando

Martedì 29 Settembre 2020 h. 18:00-19:00

Descrizione

Video-conferenza con: Dr. Daniele Spatola (Dipartimento di Scienze geologiche, Università di Malta).

Con interventi di: Dr. Sebastiano D'Amico (Università di Malta) Presidente ADURIM .

I cambiamento climatici hanno sempre profondamente caratterizzato la storia del nostro pianeta sia su scale temporali brevi (decine e centinaia di anni) che lunghe (migliaia di anni). Nel periodo geologico dell’Olocene (all’incirca negli ultimi 11.000 anni) si è verificata una situazione di discreta stabilizzazione climatica che ha facilitato l’ampia diffusione della specie umana sul nostro pianeta. Tuttavia, nel corso degli ultimi decenni, il clima terrestre è andato fortemente modificandosi, non solo per cause naturali (e.g. eruzioni vulcaniche), ma anche come risultato dell’importante azione dell’uomo che ha determinato un enorme aumento della concentrazione di alcuni gas serra. Il vulcanismo sottomarino è uno dei processi geologici più importanti dell’ambiente marino. Esso è spesso associato a fuoriuscite di fluidi dal fondo mare che portano alla formazione di una grande varietà di morfologie marine come: vulcani di fango, diapiri carbonatici e pockmark. Questo fenomeno globalmente riconosciuto comporta profonde modificazioni geochimiche e biologiche dell’ambiente marino che possono avere importanti ripercursioni sul clima del pianeta. Negli ultimi anni il settore nord-occidentale del Canale di Sicilia (Mediterraneo centrale) che è fortemente caratterizzato da vulcanesimo sia sottomarino che terreste spesso associato a risalite attive di fluidi, è stato denominato come “Campi Flegrei del Mar di Sicilia”. Questo settore marino che comprendente il famoso Banco Graham e l’Isola Ferdinandea (situate a circa 45 km a sud ovest di Sciacca) è diventato una delle aree vulcaniche sottomarine con il più alto potenziale di rischio geologico del Mediterraneo centrale.  Recentemente è stata stimato che le risalite di fluidi in ambiente sottomarino rilasciano nell'atmosfera circa 0,05 Gt di carbonio all'anno, e rappresento circa il 5% delle emissioni globali di metano nell'atmosfera. Le fuoriuscite di fluidi sono anche riconosciute come una significativa causa dei cambiamenti climatici nel tempi geologici, pertanto comprendere le dinamiche temporali della formazione delle strutture sottomarine con genesi legata alla risalita dei fluidi potrebbe essere fondamentale per un'accurata ricostruzione dei cambiamenti climatici passati e futuri.

Contatti

Richiesta prenotazione a: segreteria.iiclavalletta@esteri.it entro il 27 settembre. Gli iscritti riceveranno per e-mail le informazioni per collegarsi alla videoconferenza. Limitato a 100 partecipanti.

Dove