L'editoriale

Dopo il successo del Festival, le nuove sfide nel cammino verso la sostenibilità

di Flavia Belladonna

 

L’impegno per lo sviluppo sostenibile è in grado di mobilitare ampie fasce della popolazione. Ora occorre agire per una maggiore coerenza tra enunciazioni e comportamenti, generare dibattiti informati e investire sull’educazione.

 

La quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile si è conclusa, con le sue 770 iniziative che hanno animato l’intero territorio italiano (e non solo) attraverso dibattiti, seminari, laboratori, presentazioni di libri e film, mostre, spettacoli musicali e tanto altro ancora, per riflettere sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale contenuti nell’Agenda 2030.

770 è un numero che, per chi ha seguito l’ASviS fin dalla sua nascita, può non stupire più, considerata l’elevata quantità di eventi organizzati nel Festival in cinque anni (in totale circa 3.500). Eppure, la soddisfazione – oltre a un certo stupore – di vedere ogni anno tutto questo impegno della società civile per la sostenibilità, con una qualità crescente delle iniziative, ci ricorda non solo quanto sia importante continuare a stimolare cittadini, imprese, scuole e istituzioni in questa direzione, ma anche quanto questa sia “la strada giusta da percorrere insieme”. Perché il Festival non rappresenta solo un momento di riflessione diffusa, ma soprattutto la dimostrazione che ci sono milioni di persone che sono interessate a cambiare concretamente le cose e che credono e vogliono intraprendere un cammino comune verso un futuro più giusto per l’umanità e per il Pianeta. La manifestazione, infatti, con gli eventi organizzati da e con l’Alleanza, ha raggiunto in diretta streaming 22 milioni di persone e le visualizzazioni sono state 1,4 milioni; mentre gli hashtag #FestivalSviluppoSostenibile e #stiamoagendo hanno ottenuto 50 milioni di impression, confermando l’ampia diffusione della manifestazione sui social.

Per la prima volta, la presentazione del rapporto annuale dell’ASviS,  “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” ha coinciso con l’apertura del Festival, il 28 settembre.  Attraverso analisi, dati e centinaia di proposte frutto del grande contributo di idee degli oltre 300 Aderenti all’Alleanza, il Rapporto ha rappresentato il filo conduttore degli eventi nazionali della manifestazione. Un Festival guidato dunque da “un grido di allarme e una parola di speranza”, per usare le parole dei presidenti ASviS Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini in apertura del documento, che hanno evidenziato come non si possa più perdere tempo e quanto sia necessario ora più che mai mettere a frutto le energie di tutti per portare avanti un cambiamento.

Rinviando per ulteriori approfondimenti agli articoli che danno conto dei principali risultati del Festival, credo sia necessario riconoscere quanto il tema dello sviluppo sostenibile sia ormai divenuto popolare. Il termine “sostenibilità” è ovunque, lo troviamo sui media, nelle pubblicità, nei piani strategici delle aziende e del Governo. Questo è un rischio, perché espone a un abuso del termine e a pratiche di greenwashing, ma è anche un grandissimo valore aggiunto, perché temi che toccano da vicino non solo il nostro presente ma anche il nostro futuro sono finalmente al centro dell’attenzione pubblica e hanno la capacità di mobilitare intere fasce della società.

Questo è un primo grande passo, ma la vera impresa da portare avanti comincia adesso, principalmente per due motivi. Da un lato perché bisognerà far sì che il termine “sostenibilità” non si svuoti di significato e, al contrario, sia in grado di arrivare alle persone nella sua concezione integrata, che tesse in un’unica rete la sostenibilità ambientale con quella sociale ed economica. Dall’altro, perché sebbene il Paese abbia cominciato a individuare la strada giusta, la transizione non è ancora avviata: il cambiamento deve ancora realizzarsi e l’ASviS ha la responsabilità di accompagnare l’Italia in questo cammino.

In primo luogo, senza un’azione decisa e una posizione forte del Governo la transizione non potrà essere portata avanti. Il Rapporto ASviS raccomanda di aggiornare con urgenza la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, in coerenza con le proposte formulate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e con il Programma nazionale di riforma, e di definire con chiarezza la responsabilità della Presidenza del Consiglio nel sovraintendere all’attuazione complessiva dell’Agenda 2030 in Italia. Inoltre, come evidenziato da Donato Speroni nel suo editoriale del 5 novembre, è fondamentale che il Governo definisca un piano dettagliato su come poter raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica e l’impegno sottoscritto con l’Europa di abbattere le emissioni del 55% al 2030.

Tra gli ingredienti necessari per affrontare queste nuove sfide, bisogna poi spingere il Paese verso una maggiore coerenza tra enunciazioni e comportamenti concreti, anche da parte delle imprese. Questo richiede una profonda trasformazione dei modelli di business delle imprese e dei processi di gestione manageriale, da favorire e accompagnare con un’ampia azione formativa e di innovazione sociale.

Un terzo obiettivo da tenere in considerazione è quello di stimolare un’evoluzione culturale nelle scuole per sensibilizzare ed educare i cittadini a compiere scelte per il futuro proprio e del Pianeta fin dall’infanzia. Il sistema scolastico ha mostrato i primi segnali incoraggianti, basti pensare al recente inserimento dell’educazione civica come materia curriculare e all’adesione da parte di centinaia di scuole a inizio novembre a “RiGenerazione scuola”, il piano di riforma che mira a introdurre in modo strutturale nelle scuole italiane gli insegnamenti legati ai temi dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite. Investire sull’educazione allo sviluppo sostenibile è un impegno chiave per poter cambiare alla radice il modo di pensare delle giovani generazioni e quindi dei futuri cittadini.

Infine, occorre generare dibattiti informati sui temi divisivi della transizione. La confusione mediatica può ostacolare l’individuazione di scelte condivise; è quanto mai importante invece che la società si informi correttamente attraverso fonti autorevoli, per poter favorire confronti sani e costruttivi. In un’epoca in cui un pubblico affamato di notizie in rete rischia di nutrirsi di fake news ingannevoli o notizie imprecise, l’Alleanza continuerà a impegnarsi per fornire una informazione accurata e approfondita e dati affidabili, al fine di contribuire alla diffusione di un dibattito informato.

Si tratta di sfide impegnative e che richiederanno molti anni per essere attuate. L’ASviS è pronta ad accompagnare la società civile, le imprese e le istituzioni in questa direzione, certa che non sarà sola: avremo al fianco quei milioni di cittadini che hanno deciso di percorrere insieme a noi il cammino verso un futuro più giusto e sostenibile.


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